PD CHIETI

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domenica 2 febbraio 2014

Pre-Okkupati






Risse, sceneggiate, accuse al Capo dello Stato: strategie di distrazione di massa per nascondere un anno di fallimenti targati M5S


http://www.partitodemocratico.it/doc/264590/pre-okkupati.htm

giovedì 23 gennaio 2014

Pubblichiamo questo comunicato ANPI condividendone i contenuti.

SPETTACOLO TEATRALE "OPERAZIONE QUERCIA":

UNA VERGOGNOSA OPERAZIONE POLITICA

     Il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli del lager di Auschwitz (1945), si celebra in Italia il "Giorno della Memoria", istituito dal Parlamento italiano con la Legge 20 luglio 2000, n. 211, promulgata dal presidente della Repubblica  Carlo Azeglio Ciampi, "al fine di ricordare la shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportaazione, la prigionia, la morte [...]." (art. 1) In tale giorno "sono organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado. [...]" (art. 2) 
    Anche Chieti celebra il "Giorno della Memoria", ma solo con iniziative di alcune scuole e associazioni. Nessuna iniziativa ha programmato l'amministrazione comunale: provocatoriamente ha scelto di sponsorizzare la rappresentazione al Teatro Marrucino, il 25 e 26 gennaio, proprio a ridosso del "Giorno della Memoria", lo spettacolo teatrale "Mussolini a Campo Imperatore – l'ultima notte", trascorsa dal duce alla vigilia dell' "Operazione Quercia", nome in codice dell'operazione militare compiuta da paracadutisti ed SS per la sua liberazione. 
     La sezione ANPI teatina "Alfredo Grifone" condivide la decisione di Alessandro Marzoli, consigliere di opposizione e vicepresidente del Consiglio Comunale, di presentare un'interrogazione urgente sull'assenza del Comune alla celebrazione del "Giorno della Memoria" e sullo spettacolo teatrale. Giudica la programmazione di tale spettacolo una squallida e vergognosa operazione politica, di tipo propagandistico, da parte di alcuni amministratori  nostalgici del fascismo. Secondo Francesco Storace, direttore del "Giornale d'Italia", lo spettacolo è stato prodotto dalla Fondazione Cantiere Abruzzo – Italia, fondata e diretta dal senatore berlusconiano Fabrizio Di Stefano, proveniente dal MSI - DN . Insieme con altri quattro parlamentari, Di Stefano ha presentato, il 29 marzo 2011, il disegno di legge costituzionale n. 2651, per abrogare la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiai forma, del disciolto partito fascista.
     Ai nostalgici del fascismo e agli spettatori che si commuoveranno per le sofferenze psicologiche del prigioniero Mussolini, ricordiamo che egli aveva già sulla coscienza l'uccisione di Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, don Minzoni, Piero Gobetti e altri avversari politici; l'imposizione di un regime dittatoriale; la persecuzione degli antifascisti col Tribunale Speciale e col confino di polizia; la rovina dell'Italia – e la distruzione della nostra provincia – con la guerra; la morte di migliaia di soldati mandati allo sbaraglio in Spagna, in Russia, in Africa, nella penisola balcanica; la promulgazione delle leggi razziali, la costituzione dei campi di concentramento e di internamento.  Liberato dalla prigione del Gran Sasso, non diede prove di pentimento, ma fu responsabile di altri misfatti, personali e dei camerati, con la formazione dell'esercito repubblichino, la guerra civile, le stragi, la partecipazione alla "soluzione finale" del problema degli ebrei (lo sterminio nei lager nazisti), cui parteciparono anche i repubblichini della nostra provincia, con la cattura di 25 internati in disperata fuga, trasportati a morire nei forni crematoi di Auschwitz.

CHI DIMENTICA O FINGE DI DIMENTICARE,

È COMPLICE DI QUESTI MISFATTI!

                     Sezione ANPI "Alfredo Grifone" ,  CGIL,  CISL,  UIL, PD, SEL, PRC, USB
  Chieti, 24 gennaio 2014

lunedì 20 gennaio 2014

Paolucci: Primarie aperte e alleanze larghe per governare l’Abruzzo


Il segretario regionale del Partito Democratico in Abruzzo, Silvio Paolucci, parla degli appuntamenti elettorali alle quali il Pd arriverà dopo la consultazione delle primarie che saranno “aperte, apertissime, anzi, primarie che devono favorire la partecipazione per la scelta del candidato presidente o candidato sindaco e dei temi programmatici della Regione”. Sul “caso L’Aquila”, Paolucci definisce Cialente “Una vittima della vicenda. A lui va riconosciuta piena solidarietà”. Il segretario regionale del Pd parla anche del capitolo alleanze: “Puntiamo a una alleanza larga. L’area di Centro è in procinto di scegliere. Penso che la prima valutazione dei nostri possibili alleati debba essere sul rendiconto dei cinque anni della Giunta Chiodi, che deve fare i conti veri con i risultati raggiunti. Dobbiamo aprire il confronto su questo. Per questo tutte le forze, comprese quelle moderate, devono partire da qui. Nessuno ha governato più a lungo e con più poteri per via dei commissariamenti della Sanità e della Ricostruzione”.

domenica 19 gennaio 2014

Sesso e alloggi: D’Agostino non patteggerà

Sesso e alloggi: l’ex assessore comunale, Ivo D’Agostino (Udc), accusato da 7 donne di estorsione e violenza carnale, non ha chiesto di patteggiare. E’ la novità all’indomani della chiusura delle indagini sullo scandalo che fa fibrillare la politica teatina. Il Pd non usa giri di parole. «E’ squallido assistere a giochi di poltrone sulle ceneri di una vicenda tristissima per la nostra città. Serviva piuttosto rimboccarsi le maniche- afferma Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Pd- e non chiedere incarichi.” E’ la stoccata all’Udc che non ha preso bene la scelta del sindaco di nominare assessore l’avvocato Dario Marrocco al posto di D’Agostino. La decisione di Umberto Di Primio ha innescato un clima di tensione a palazzo d’Achille dove la maggioranza di centro destra torna a vacillare. «Ci saremmo aspettati un comportamento diverso da questa amministrazione che continua a ragionare con le logiche della vecchia politica. L’ufficio casa diretto dall’ex assessore D’Agostino - aggiunge Di Giovanni- è fermo al palo. Ci sono tantissime richieste di alloggio inevase con la situazione che si è fatta davvero preoccupante. Invece di trovare risposte e soluzioni il sindaco si è preoccupato di nominare il nuovo assessore.” Poi un appello politico diretto all’Udc e alle forze moderate rappresentate in Comune. “Lancio la proposta di aprire un tavolo dei moderati a Chieti. Ai partiti di centro dico di lasciare questa maggioranza». Jari Orsini 

fonte: Il Centro

sabato 18 gennaio 2014

Fondo europeo per l’integrazione, stanziati 18 milioni di euro per i piani regionali di formazione civico-linguistica

Le domande, per progetti presentati da regioni e province autonome, dovranno essere inoltrate per via telematica a partire dalle ore 12 del 30 gennaio 2014.  E’ on line l’avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la realizzazione di ‘Piani regionali per la formazione civico-linguistica dei cittadini di Paesi terzi’ a valere sull’Azione 1 ‘Formazione linguistica ed educazione civica’ del Programma annuale 2013 del Fondo Europeo per l’Integrazione. Le risorse destinate al finanziamento dei progetti ammontano ad € 18.000.000,00 (IVA inclusa). I Piani – per realizzare un'azione di sistema nazionale, basata su standard di qualità omogenei grazie ad un modello formativo condiviso che riguardi tutti gli aspetti dell'offerta formativa -devono essere articolati in azioni formative, servizi mirati e in azioni di supporto gestionale e servizi strumentali, secondo le indicazioni contenute nelle linee guida dell’ avviso. https://www.fondisolid.interno.it, a partire dalle ore 12 del 30/01/2014, e dovrà pervenire entro e non oltre le ore 16 del 06/03/2014.

Le proposte progettuali possono essere presentate esclusivamente da regioni ordinarie, a statuto speciale e province autonome in qualità di capofila di soggetto proponente associato. La presentazione dovrà avvenire esclusivamente per via telematica attraverso il portale 

www.interno.it

Perché Renzi non avrebbe dovuto incontrare Silvio Berlusconi

In giro c'è molta disinformazione anche da parte di chi, per mestiere, dovrebbe correttamente informare chi legge e/o ascolta. Se non altro, per deontologia professionale. Parto da qui, a poche ore dalla conclusione dell'incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi perché ho sentito affermare, da parte di diversi giornalisti televisivi, che “era la prima volta che S. Berlusconi varcava la sede del Pd”. Ora, se è vero che mai prima d'ora Berlusconi aveva varcato la sede del Pd che, come partito, esiste da meno di sette anni, con alcuni suoi antenati, e segnatamente il Pci, si era incontrato eccome agli inizi degli anni ottanta del secolo scorsoquando si recò, addirittura, a Botteghe Oscure per incontrarsi con Adalberto Minucci, allora influente dirigente nazionale del partito, responsabile dl dipartimento Informazione. A lui chiese, da proprietario delle televisioni private, notizie più precise sulla posizione del partito sulla regolamentazione dell'emittenza che vedeva il Pci contrario alla autorizzazione di network privati a diffusione nazionale e favorevole a un sistema di tipo americano nel quale le tv private erano ammesse solo a livello locale o dei singoli states. Minucci confermò la posizione del Pci e Berlusconi, sia pure contrariato, chiese ed ottenne anche un breve colloquio con Enrico Berlinguer. Quindi, quando è stato necessario per la difesa dei suoi interessi, Berlusconi non ha avuto alcuna remora a recarsi nella tana del pericoloso lupo comunista. Tutto questo, naturalmente prima della sua trionfale discesa in campo del 1994. Come andarono le cose, anche grazie all'aiuto di Bettino Craxi e Oscar Mammì,credo sia noto ma non è questo il punto.

Il punto è che ritengo profondamente sbagliato e politicamente molto discutibile ed inopportuno, l'incontro tra il nuovo segretario del Pd Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Ma non per astratte e anche assurde questioni di principio, perché la riforma elettorale si dovrebbe poter fare con il massimo consenso, ascoltando tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Contrariamente a quanto è stato fatto per scrivere il famigerato “porcellum”da parte delle destre. L'incontro tra F.I. e Pd, quindi, è stato del tutto legittimo.

Ciò che non mi convince è aver fatto l'incontro, che si sarebbe potuto fare benissimo con lo stesso Gianni Letta accompagnato dai capigruppo di Camera e Senato, con Silvio Berlusconi, pregiudicato, condannato nei tre gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento, per un reato gravissimo quale quello della frode fiscale, per il quale è stato addirittura espulso dal Senato. Così facendo Matteo Renzi, almeno a mio parere, ha contribuito a rimettere al centro del dibattito politico un personaggio che era entrato nel suo cono d'ombra e a chi sostiene che con Berlusconi era stato fatto un governo replico solo che, all'epoca, non era stato ancora condannato. Renzi ricorda, con una certa insistenza, che è stato votato da circa due dei circa tre milioni di cittadini che hanno partecipato alle primarie ed io, di certo, non sottovaluto questo fatto.  Pur non avendolo votato, ho seguito tutti i suoi interventi pubblici, sia in tv che sui giornali. Ho letto le sue mail e, sinceramente, non mi pare di avergli mai sentito dire che, se avesse vinto, avrebbe incontrato non F.I., cosa del tutto normale, ma S. Berlusconi. Lo ribadisco: le primarie sono state un fatto altamente democratico che si sono svolte nel pieno di una profonda crisi nel rapporto tra politica, partiti ed elettori. Ma credo che, essendo stati prevalentemente i non iscritti al Pd a decidere chi dovesse fare il segretario (almeno 2,5 milioni di persone) di un partito fatto sopratutto di iscritti e militanti che ci mettono la faccia, come piace dire a Renzi, bisognerebbe tenerne conto e rispettarli più di quanto si faccia normalmente.

Allora, data l'importanza, in ogni caso, dell'avvenimento, non si poteva chiedere, magari con i moderni mezzi della comunicazione che tanto garbano al fiorentino segretario del partito, un pronunciamento on line? Il Pd non lasci al solo Grillo ed al M5S l'uso di questo strumento di democrazia. E penso che sarebbe necessario, oltre che opportuno, che si aprisse tra gli iscritti ed elettori, un forte ed impegnato dibattito. Ne va, a mio parere, del futuro dl Pd.

Giustino Zulli

Chieti, 18 gennaio 2014

venerdì 17 gennaio 2014

Per sconfiggere il caro assicurazioni

Ma chi l'ha detto che siamo sempre gli ultimi? C'è una strana coscienza collettiva che spesso porta molti italiani a sottovalutarsi, a ritenersi non all'altezza della situazione. E invece si sbagliano di grosso perché in alcune specialità siamo veramente meritevoli dell'alloro olimpico. Mettiamo, per fare un esempio, il tema dell'evasione fiscale e previdenziale che, con i suoi 150 mld di € l'anno, ci colloca al primo posto in Europa. O, altro esempio, la corruzione.



Qui non ci lasciamo fregare da nessuno, come dimostrano tante vicende, per ultime quelle legate alla ricostruzione dell'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 che distrusse la città e causò la morte di 309 persone, che stanno facendo emergere questioni di fronte alle quali, se quanto si dice sarà dimostrato, iene e sciacalli faranno la figura di teneri agnellini. C'è un altro elemento, venuto fuori in questi ultimi giorni, che rafforza i nostri primati: il costo abnorme delle assicurazioni per i motocicli e le auto. Facendo due conti, i soliti giornalisti impiccioni hanno scoperto che, mediamente, paghiamo 300 € l'anno in più dei nostri fratelli e cugini europei. Di fronte a questo dato, venuto fuori da raffronti fatti nel corso di alcune trasmissioni televisive che hanno affrontato l'argomento, le compagnie di assicurazione che con la giusta obbligatorietà dovrebbero farsi concorrenza abbassando i prezzi ed alzando le tutele, si sono difese sostenendo che ci sono molti furbi che, approfittando di un lieve incidente subito, colgono l'occasione per farsi mettere a posto anche altre ammaccature subite e non denunciare dal responsabile per non fare scattare le penalità previste dai vari contratti. La possibilità di non farsi spremere come limoni dalle nostre compagnie, esiste: accettare di mettere un congegno per la rilevazione dei km percorsi e dichiararsi disponibili a far riparare la propria auto da un carrozziere indicato dalla stessa compagnia. A quanto si è appreso, sembra che le associazioni di categoria dei carrozzieri avrebbero fortemente protestato perché “si toglie il diritto all'automobilista di potersi recare a quello di fiducia”, manco se si trattasse di scegliere il medico, che è ben altra cosa, almeno penso. Se questo è vero, siamo al delirio. O meglio, alla solita atavica furbizia di rifarci l'intera carrozzeria in caso di incidente subito, magari con la complicità del carrozziere. Io guido da diverse decenni e non ho mai, fortunatamente, procurato incidenti né approfittato di quelli subiti per imbrogliare. Rinnovando la polizza della mia utilitaria, ho accettato di installare il congegno fornito dalla compagnia scelta e mi sono dichiarato disponibile, in caso di incidente, a portare la mia auto dal carrozziere indicato. Nonostante tutto ciò ho pagato, per un anno, esattamente il doppio di quanto pagano, secondo i raffronti giornalistici fatti, molti cittadini europei.


Ma si può andare avanti così?

Certo, il nostro Paese ha mille e più problemi da affrontare e risolvere ma credo che mettere mano anche a questi, apparentemente minori ma pur sempre importanti anche per sconfiggere furbizie varie che ci fanno essere i primi in Europa, non sarebbe male.

In fondo, anche questi aspetti fanno parte di quella “questione morale” che va rilanciata.

Giustino Zulli

Chieti, 17 gennaio 2014

martedì 14 gennaio 2014

Lampedusa. Kyenge: "Modello di accoglienza, hanno aperto le case ai migranti"

La ministra: "Un modello da far valere su tutto il territorio nazionale. A febbraio una sintesi per la riforma della cittadinanza"


Roma - 14 gennaio 2014 - "La gente di Lampedusa? Degli "eroi". Gente straordinaria che non ha esitato ad aprire le porte di casa ai migranti, a dargli da mangiare e da coprirsi. Il loro potrebbe diventare un modello di accoglienza da far valere su tutto il territorio nazionale". Lo ha detto ieri la ministra per l'integrazione Cécile Kyenge rispondendo a una domanda rivoltale da un alunno dell'Istituto comprensivo Regina Elena di Roma, una scuola ad alta percentuale di bambini e ragazzi stranieri. Accolta da un gruppo di studenti della scuola primaria e dai più piccoli della scuola dell'infanzia, la ministra ha partecipato ad un incontro con docenti, genitori e studenti nell'aula magna dove il coro e l'orchestra si sono esibiti in un concerto dal titolo 'Ogni lingua e' musica'. Durante l'incontro, la preside e i docenti hanno anche illustrato alcuni progetti realizzati per affrontare con i ragazzi tematiche fondamentali per essere cittadini consapevoli. Tra le varie domande i ragazzi hanno chiesto a che punto è la legge sulla cittadinanza dei bambini stranieri nati in Italia. «Abbiamo concluso la prima fase - ha risposto la Kyenge- durante la quale abbiamo confrontato le venti proposte di legge presentate. È stato un percorso lungo ma necessario perchè si tratta di una legge importante che riguarda tutti. Per questo abbiamo deciso di portarla in parlamento e discuterne a fondo. A febbraio inizieremo la seconda fase durante la quale cercheremo di arrivare ad una sintesi condivisa e spero che la società possa vincere cambiando questa legge».

www.stranieriinitalia.it

martedì 7 gennaio 2014

Sanita’, Paolucci: “Programma operativo, a maggio cambieremo pagina”

Il segretario Pd: “A maggio inizieremo una nuova stagione, scriveremo il Piano con gli abruzzesi e non contro di loro”

«A maggio si scriverà una nuova pagina per la sanità abruzzese. Inizieremo da subito a scrivere il nuovo Programma operativo, e lo faremo lanciando una capillare stagione di partecipazione con gli operatori della sanità, con i rappresentanti di lavoratori e utenti, con i sindaci, gli amministratori, gli esperti. Non seguiremo l’esempio di Chiodi, che ha scritto il piano guardandosi allo specchio e rifiutando ogni dialogo con chi vive la sanità ogni giorno
sulla sua pelle». Lo annuncia il segretario regionale Silvio Paolucci dopo la firma del Programma operativo sulla sanità 2013-2015 il 30 dicembre scorso. «Chiodi – sottolinea Paolucci – ha rinchiuso la sanità abruzzese in una calcolatrice senza volersi confrontarsi con gli addetti ai lavori e i cittadini. Ha preferito firmare l’atto più importante nel pieno della discussione sul bilancio, il 30 dicembre, dimenticando di scrivere parole chiare su aspetti decisivi come la rete dell’emergenza urgenza, l’assistenza domiciliare, l’assistenza agli anziani, gli hospice, la sanità territoriale. Viene da chiedersi che fine abbiano fatto i nuovi ospedali promessi da Venturoni. Ma gli abruzzesi stiano tranquilli – conclude Paolucci –perché maggio arriverà presto e di questa gestione sanitaria resterà ben poco. Scriveremo insieme un’altra sanità, pensata e organizzata per gli abruzzesi, una sanità di qualità e moderna». 

www.pdabruzzo.com

www.partitodemch.blogspot.it

domenica 29 dicembre 2013

Renzi gela Letta e Alfano: "Niente in comune con loro"

Il governo? «Bisogna tener fede a quanto detto: se Letta fa, va avanti. Certo, se si fanno marchette e si passa dalle larghe intese all`assalto alla diligenza, non va bene» Rimpasto di governo? Parola mai pronunciata e che mai pronuncerò . Intervista al leader del Pd di Federico Geremicca, La Stampa

Renzi, a colloquio con La Stampa, rifiuta la vicinanza generazionale con Letta e Alfano. «Io sono totalmente diverso, per tanti motivi». E sul governo: «Bisogna tener fede a quanto detto: se Letta fa, va avanti. Certo, se si fanno marchette e si passa dalle larghe intese all`assalto alla diligenza, non va bene». 

«Me l`ha mai sentito dire? Io quella parola, intendo rimpasto, non l`ho mai pronunciata e mai la pronuncerò. E se proprio lo vuol sapere, anzi, mi fa anche un po` senso». 

Matteo Renzi  renzi03  Matteo Renzi al telefono, sei del pomeriggio, giusto così, per uno scambio d`auguri. Auguri per un 2014 migliore del 2013, naturalmente. Auguri anche ad Enrico Letta, certo: pur se la letterina che il leader del Pd invia al premier è di quelle che uno preferirebbe non ricevere mai. Partire dal presidente del Consiglio e dall`indecifrabile rapporto tra i due «giovani leoni» del Pd può forse avere un senso perché è proprio quella vicinanza generazionale - tanto per cominciare - che Matteo Renzi rifiuta, anzi rigetta, spiegando con puntiglio il perché: «Non posso accettare - dice - l`impostazione che Enrico ha dato alla sua conferenza stampa di fine anno, quando ha detto che un salto generazionale è compiuto, facendo quasi immaginare una intesa tra lui, Alfano e me. Le cose bisogna raccontarle per come stanno. Lui, Enrico, è stato portato al governo anni fa da D`Alema, che io ho combattuto e combatto in modo trasparente; e Angelino Alfano al governo ce l`ha messo Berlusconi, quando io non ero ancora nemmeno sindaco di Firenze». 


Si interrompe per un attimo, riflette e poi riprende: «E vero che loro provengono da una generazione più giovane di quella che li ha preceduti, ma io non voglio assolutamente essere accomunato a loro, integrato in uno schema: io sono totalmente diverso, per tanti motivi. E uno di questi motivi, in particolare, non può esser sottovalutato: io ho ricevuto un mandato popolare, tre milioni di persone che mi hanno votato perché hanno condiviso quel che ho promesso che avrei poi fatto. E per questo che non si può più perder tempo: con l`anno nuovo si passa dalle chiacchiere alle cose scritte. E le prime cose scritte riguarderanno i due4emi capitali: il lavoro e le riforme». 

L`idea, dunque, sarebbe quella di continuare lealmente a sostenere Letta e il suo governo: a condizione, naturalmente, che faccia quel che deve. Quindi non andrebbe interpretata come un «fine corsa» la dichiarazione di Davide Faraone (renziano e membro della segreteria Pd) che ieri ha messo in agitazione i palazzi romani: «Non basta un ritocco, un "rimpasto": o si cambia radicalmente o si muore». Renzi prova a gettare acqua sul fuoco: «Uno sfogo di pancia», spiega. E sarebbe tutto perfettamente rassicurante, se fermasse il suo commento qui. Ma non lo ferma. 

«Uno sfogo di pancia - ripete -. Non è una dichiarazione di guerra, perché le dichiarazioni di guerra le faccio ìo, mettendoci la faccia. Però Faraone ha detto quel che pensa il 99% degli italiani. E nel merito è difficile dargli torto... Un po` di tempo fa Enrico mi ha spiegato che i provvedimenti che il governo avrebbe varato a fine anno erano frutto di un lungo lavoro preparatorio, che ne aveva parlato con Epifani e i partner di maggioranza... Mi chiese, insomma, di non ostacolarli: e io non ho disturbato. 
Ma potevano risparmiarsi e risparmiarci tante cose. E la faccenda della nomina da parte di Alfano di diciassette nuovi prefetti è soltanto la ciliegina sulla torta...». 

È una storia che Matteo Renzi non riesce a mandar giù, per due diversi motivi. «Il primo mi pare evidente - dice -. Caro Angelino, ma non dovevamo abolirli i prefetti? E invece di abolirli tu ne nomini altri diciassette? La seconda la dico quasi per fatto personale: non può annunciare le nomine e aggiungere "ho fatto come Renzi: sono più le donne che gli uomini"... Io con le donne ci lavoro da sempre, in giunta, in segreteria, nei posti che contano... Non ci voglio entrare nelle nomine di Alfano. E se pensano di ingabbiarmi con un rimpasto, sbagliano alla grande. Io fatico a tenere Delrio al governo, perché ogni tanto mi dice che vorrebbe lasciare: è quello il mio problema, altro che un sottosegretario o un ministro in più. Io spero davvero che Letta colga la portata della sfida: non basta cambiare tre caselle. E da gennaio ci faremo sentire sul serio...». 

Un fiume in piena, anche perché dalla politica fiorentina alla "piazza romana" il salto si è rivelato forse più insidioso di quel che il sindaco-segretario immaginava: una partita a scacchi, dove sbagli una mossa e sei fregato: «Sfogliate le collezioni dei giornali - dice - e trovate una mia dichiarazione dove chiedo un rimpasto, per la miseria. Ne ha parlato Scelta Civica per prima, poi Cuperlo ed Epifani: io mai. Non ho alcun interesse a mettere pedine e scambiare caselle: chiedo solo che si cambino stile e velocità nel governo del Paese. Se loro sono d`accordo, si va avanti: ma devono accettare di fare le cose che non hanno fatto in questi ultimi 20 anni. Altrimenti non avrebbe senso continuare». 

Fare le cose, appunto. Renzi insiste molto su questo punto «perché è quel che ho detto durante la campagna per le primarie: il governo va avanti se fa. Alla gente che mi ha votato ora non posso dire che si va avanti anche se il governo non fa». Fare, dunque. E fare, prima di tutto, sul piano del lavoro - di nuove occasioni di lavoro - e della riforma della legge elettorale. «Vedo che ora c`è qualcuno che critica me - ironizza Renzi Dicono: "Ma com`è, ha cambiato idea? perché non parla più del sistema elettorale col quale si eleggono i sindaci"? È il giochino dello scaricabarile, per far confusione. Ma con me cascano male...». 

Non è che perché arriva da Firenze e non frequenta da lustri i «palazzi romani» il neo-segretario del Pd sia uno sprovveduto: «Non mi impicco a un sistema preciso - spiega - perché appena dovessi indicarlo tutti direbbero che non va bene. Ma ho spiegato chiaramente modello e metodo: dopo il voto si deve sapere subito chi ha vinto, e chi ha vinto deve governare e poterlo fare per cinque anni. Questo è il modello. Quando al metodo, l`ho detto: per me la legge elettorale si fa con tutti e parlando con tutti. Anche con Grillo e Berlusconi, certo». 

Con l`anno nuovo, sul tema legge elettorale Renzi annuncia una nuova offensiva: «Torno all`attacco degli elettori di Grillo e dei suoi parlamentari: in quel mondo lì c`è attenzione vera sull`urgenza di riformare il sistema. E a Berlusconi - aggiunge - manderò un messaggio chiaro: caro Silvio, tu te ne stai andando, ai servizi sociali o non so dove. Dai un tocco finale diverso alla tua vicenda da leader e partecipa al varo della nuova legge ed alla Grande riforma di cui il Paese ha bisogno. Vediamo cosa risponderanno gli uni e gli altri - conclude ma io con loro ci parlo e ci parlerò». 

È da qui - e Matteo Renzi naturalmente lo sa - che nasce il grande sospetto che circonda il leader dei democratici: vuole subito una nuova legge per andare a votare. «Calma, ragazzi. Sapesse quanti mi dicono "Matteo bisogna andare subito al voto" e io rispondo calma ragazzi, calma. Bisogna tener fede a quando detto: se Letta fa, va avanti. E continuo ostinatamente a credere che sia possibile. Certo, se si fanno marchette e si passa dalle larghe intese all`assalto alla diligenza, non va bene. E per fortuna che stavolta non l`ho detto io: visto che il primo critico, in questa occasione, è stato il Capo dello Stato. E certo non si può accusare il Presidente di essere un nemico del governo-Letta». 

Napolitano, già. Il rapporto tra i due va lentamente scongelandosi, ma citare il Presidente fa tornare alla mente di Renzi una cosa che proprio non sopporta più: i rilievi al suo stile. «Sono stufo, ogni volta che scendo giù - lamenta - mi sembra di rileggere Flaiano, un marziano a Roma. I giornali hanno perfino ipotizzato che io mi sia presentato in giacca chiara agli auguri al Quirinale per farmi notare. Insopportabile. Lì ci ero stato una sola volta con Benigni. Non ci sono abituato. E quando ho visto come erano vestiti i papaveri di Stato... ho capito che avevo sbagliato giacca. Una gaffe, tutto qui». Una gaffe, va bene. Ma stia tranquillo, Renzi. Non sarà certo per questo che potrà esser rimproverato...

mercoledì 11 dicembre 2013

LA BUONA SCUOLA

PROGETTAZIONE IN RETE - PROGETTO FOR.MATE 

 1° INCONTRO a cura del Dott. CARLO PETRACCA 
"RIPENSARE LA SCUOLA CON LE INDICAZIONI".


L’Istituto Comprensivo di Miglianico, guidato dal nuovo Dirigente scolastico, professoressa Stefania Petracca, organizzerà, oggi pomeriggio, presso L’Auditorium “ Don Vincenzo Pizzica “di Miglianico,  un incontro di formazione per tutti i docenti dal titolo “ Ripensare la scuola con le indicazioni”. Esso sarà curato dal Dott. Carlo Petracca. Si svolgerà in orario pomeridiano (dalle 16.30 alle ore 19.30) e avrà come principale scopo l’approfondimento del concetto di Competenza e della Didattica per Competenze attraverso la lettura critica delle Nuove Indicazioni Nazionali, con particolare riferimento alla Matematica. Fornirà quindi nuovi spunti per migliorare la qualità del lavoro docente e in particolare per approfondire e innovare le metodologie e le strategie nella didattica della matematica, come specificato nelle finalità della progettazione in rete.

L’iniziativa, volta appunto a favorire l’aggiornamento dei docenti e ad arricchirne la professionalità, è infatti inserita all’interno delle attività della rete di scuole FOR.MATE che vede quale capofila l’Istituto Comprensivo di Orsogna(diretto dalla prof.ssa Lucilla Taraborrelli) ed è costituita, oltre che dall’I.C di Miglianico, dall’I.O. e la D.D di Guardiagrele e dagli I.C. di Castelfrentano, Casoli, Torricella Peligna, Fara Filiorum Petri, Tollo, Ortona 1 e 2. Lo stesso incontro verrà riproposto il 13/12/2013 presso l’Aula Magna del Liceo ed Ist.Tecnico Economico di Guardiagrele.