In giro c'è molta disinformazione anche da parte di chi, per mestiere, dovrebbe correttamente informare chi legge e/o ascolta. Se non altro, per deontologia professionale. Parto da qui, a poche ore dalla conclusione dell'incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi perché ho sentito affermare, da parte di diversi giornalisti televisivi, che “era la prima volta che S. Berlusconi varcava la sede del Pd”. Ora, se è vero che mai prima d'ora Berlusconi aveva varcato la sede del Pd che, come partito, esiste da meno di sette anni, con alcuni suoi antenati, e segnatamente il Pci, si era incontrato eccome agli inizi degli anni ottanta del secolo scorsoquando si recò, addirittura, a Botteghe Oscure per incontrarsi con Adalberto Minucci, allora influente dirigente nazionale del partito, responsabile dl dipartimento Informazione. A lui chiese, da proprietario delle televisioni private, notizie più precise sulla posizione del partito sulla regolamentazione dell'emittenza che vedeva il Pci contrario alla autorizzazione di network privati a diffusione nazionale e favorevole a un sistema di tipo americano nel quale le tv private erano ammesse solo a livello locale o dei singoli states. Minucci confermò la posizione del Pci e Berlusconi, sia pure contrariato, chiese ed ottenne anche un breve colloquio con Enrico Berlinguer. Quindi, quando è stato necessario per la difesa dei suoi interessi, Berlusconi non ha avuto alcuna remora a recarsi nella tana del pericoloso lupo comunista. Tutto questo, naturalmente prima della sua trionfale discesa in campo del 1994. Come andarono le cose, anche grazie all'aiuto di Bettino Craxi e Oscar Mammì,credo sia noto ma non è questo il punto.
Il punto è che ritengo profondamente sbagliato e politicamente molto discutibile ed inopportuno, l'incontro tra il nuovo segretario del Pd Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Ma non per astratte e anche assurde questioni di principio, perché la riforma elettorale si dovrebbe poter fare con il massimo consenso, ascoltando tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Contrariamente a quanto è stato fatto per scrivere il famigerato “porcellum”da parte delle destre. L'incontro tra F.I. e Pd, quindi, è stato del tutto legittimo.
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Ciò che non mi convince è aver fatto l'incontro, che si sarebbe potuto fare benissimo con lo stesso Gianni Letta accompagnato dai capigruppo di Camera e Senato, con Silvio Berlusconi, pregiudicato, condannato nei tre gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento, per un reato gravissimo quale quello della frode fiscale, per il quale è stato addirittura espulso dal Senato. Così facendo Matteo Renzi, almeno a mio parere, ha contribuito a rimettere al centro del dibattito politico un personaggio che era entrato nel suo cono d'ombra e a chi sostiene che con Berlusconi era stato fatto un governo replico solo che, all'epoca, non era stato ancora condannato. Renzi ricorda, con una certa insistenza, che è stato votato da circa due dei circa tre milioni di cittadini che hanno partecipato alle primarie ed io, di certo, non sottovaluto questo fatto. Pur non avendolo votato, ho seguito tutti i suoi interventi pubblici, sia in tv che sui giornali. Ho letto le sue mail e, sinceramente, non mi pare di avergli mai sentito dire che, se avesse vinto, avrebbe incontrato non F.I., cosa del tutto normale, ma S. Berlusconi. Lo ribadisco: le primarie sono state un fatto altamente democratico che si sono svolte nel pieno di una profonda crisi nel rapporto tra politica, partiti ed elettori. Ma credo che, essendo stati prevalentemente i non iscritti al Pd a decidere chi dovesse fare il segretario (almeno 2,5 milioni di persone) di un partito fatto sopratutto di iscritti e militanti che ci mettono la faccia, come piace dire a Renzi, bisognerebbe tenerne conto e rispettarli più di quanto si faccia normalmente.
Allora, data l'importanza, in ogni caso, dell'avvenimento, non si poteva chiedere, magari con i moderni mezzi della comunicazione che tanto garbano al fiorentino segretario del partito, un pronunciamento on line? Il Pd non lasci al solo Grillo ed al M5S l'uso di questo strumento di democrazia. E penso che sarebbe necessario, oltre che opportuno, che si aprisse tra gli iscritti ed elettori, un forte ed impegnato dibattito. Ne va, a mio parere, del futuro dl Pd.
Giustino Zulli
Chieti, 18 gennaio 2014
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