PD CHIETI

PD CHIETI
Visualizzazione post con etichetta ANPI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ANPI. Mostra tutti i post

domenica 2 febbraio 2014

RISPETTARE LA STORIA. SEMPRE

L'11 febbraio 1944, a Colle Pineta di Pescara, nove partigiani teatini- Pietro Cappelletti, Nicola Cavorso, Massimo Beniamino Di Matteo, Raffaele Di Natale, Stelio Falasca, i fratelli Alfredo e Aldo Grifone, Vittorio Mannetti e Aldo Sebastiani- sono stati fucilati dai nazisti invasori che, grazie alle servili delazioni della banda capeggiata dal famigerato tenente fascista Mario Fioresi, sono stati arrestati, imprigionati e torturati.

Uno dei tanti giovani fascisti collaborazionisti dei tedeschi che faceva parte di questa banda Fioresi, si chiamava Marino Solfanelli, deceduto nel suo letto, assistito dai suoi due figli, nei giorni scorsi a 88 anni..

Poiché da parte di alcuni nostalgici esponenti di destra sono state scritte frasi in sua memoria, non condivise, la sezione A.n.p.i. (Associazione nazionale partigiani italiani ) “Alfredo Grifone” di Chieti, ha cercato di rimettere a posto le cose, per verità storica, pur nell'umana pietà che si deve a tutti i morti, con un suo comunicato firmato dall'attuale Presidente Aldo Mario Grifone, nipote dei fucilati Alfredo e Aldo. L'Anpi ha ricordato i documenti del controspionaggio inglese “che provano in modo incontrovertibile l'intensa attività di collaborazione del signor Marino Solfanelli con la famigerata 'banda Fioresi', partecipando a perquisizioni, ruberie e soprusi a danno di liberi cittadini e alla cattura e perfino tortura dei partigiani fucilati a Colle Pineta” come ha ricordato in sue diverse pubblicazioni lo storico teatino Filippo Paziente.

Uno dei due figli di Solfanelli ha scritto, in risposta al comunicato Anpi, una difesa del padre, non degnandosi di dedicare nemmeno una parola ai partigiani fucilati.

Nessuno, ovviamente, contesta ai figli di difendere il proprio padre. Anche il figlio del boia Erich Priebke- responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, dove furono uccisi barbaramente, con due colpi di pistola alla nuca, 335 inermi persone innocenti, vecchi, donne e bambini massacrati senza pietà per rappresaglia- ha sempre difeso il padre sostenendo che si era limitato ad eseguire gli ordini che gli erano stati dati, a nome di Hitler, dal giovane capitano Herbert Kappler.

“Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto/ chi ha dato, ha dato, ha dato/ scurdammece 'o passato,/simme 'e Chieti, paisà”.

Parafrasando la celebre canzone scritta nell'immediato dopoguerra, io credo, al contrario, che non ci dobbiamo scordare proprio niente del nostro passato che deve, al contrario, essere sempre presente per evitare di ricadere, nel futuro, negli errori e negli orrori di tragiche epoche storiche.

Marino Solfanelli, come già ricordato, è morto a 88 anni. Nel suo letto. Con i suoi figli vicino.

Alfredo Grifone era nato il 21 aprile 1920. Suo fratello Aldo il 6 marzo 1923.

Quando sono stati fucilati barbaramente, Alfredo aveva da compiere 24 anni. Aldo ne aveva compiuto, da poco, 21.

Erano nel fiore degli anni, quando si pensa al futuro, ad un mondo migliore, non a essere fucilati.

Di questo, il figlio di M. Solfanelli, tutto teso ad esaltare le eroiche gesta del padre, non ha parlato.

Giustino Zulli

Chieti, 01 febbraio 2014

giovedì 23 gennaio 2014

Pubblichiamo questo comunicato ANPI condividendone i contenuti.

SPETTACOLO TEATRALE "OPERAZIONE QUERCIA":

UNA VERGOGNOSA OPERAZIONE POLITICA

     Il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli del lager di Auschwitz (1945), si celebra in Italia il "Giorno della Memoria", istituito dal Parlamento italiano con la Legge 20 luglio 2000, n. 211, promulgata dal presidente della Repubblica  Carlo Azeglio Ciampi, "al fine di ricordare la shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportaazione, la prigionia, la morte [...]." (art. 1) In tale giorno "sono organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado. [...]" (art. 2) 
    Anche Chieti celebra il "Giorno della Memoria", ma solo con iniziative di alcune scuole e associazioni. Nessuna iniziativa ha programmato l'amministrazione comunale: provocatoriamente ha scelto di sponsorizzare la rappresentazione al Teatro Marrucino, il 25 e 26 gennaio, proprio a ridosso del "Giorno della Memoria", lo spettacolo teatrale "Mussolini a Campo Imperatore – l'ultima notte", trascorsa dal duce alla vigilia dell' "Operazione Quercia", nome in codice dell'operazione militare compiuta da paracadutisti ed SS per la sua liberazione. 
     La sezione ANPI teatina "Alfredo Grifone" condivide la decisione di Alessandro Marzoli, consigliere di opposizione e vicepresidente del Consiglio Comunale, di presentare un'interrogazione urgente sull'assenza del Comune alla celebrazione del "Giorno della Memoria" e sullo spettacolo teatrale. Giudica la programmazione di tale spettacolo una squallida e vergognosa operazione politica, di tipo propagandistico, da parte di alcuni amministratori  nostalgici del fascismo. Secondo Francesco Storace, direttore del "Giornale d'Italia", lo spettacolo è stato prodotto dalla Fondazione Cantiere Abruzzo – Italia, fondata e diretta dal senatore berlusconiano Fabrizio Di Stefano, proveniente dal MSI - DN . Insieme con altri quattro parlamentari, Di Stefano ha presentato, il 29 marzo 2011, il disegno di legge costituzionale n. 2651, per abrogare la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiai forma, del disciolto partito fascista.
     Ai nostalgici del fascismo e agli spettatori che si commuoveranno per le sofferenze psicologiche del prigioniero Mussolini, ricordiamo che egli aveva già sulla coscienza l'uccisione di Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, don Minzoni, Piero Gobetti e altri avversari politici; l'imposizione di un regime dittatoriale; la persecuzione degli antifascisti col Tribunale Speciale e col confino di polizia; la rovina dell'Italia – e la distruzione della nostra provincia – con la guerra; la morte di migliaia di soldati mandati allo sbaraglio in Spagna, in Russia, in Africa, nella penisola balcanica; la promulgazione delle leggi razziali, la costituzione dei campi di concentramento e di internamento.  Liberato dalla prigione del Gran Sasso, non diede prove di pentimento, ma fu responsabile di altri misfatti, personali e dei camerati, con la formazione dell'esercito repubblichino, la guerra civile, le stragi, la partecipazione alla "soluzione finale" del problema degli ebrei (lo sterminio nei lager nazisti), cui parteciparono anche i repubblichini della nostra provincia, con la cattura di 25 internati in disperata fuga, trasportati a morire nei forni crematoi di Auschwitz.

CHI DIMENTICA O FINGE DI DIMENTICARE,

È COMPLICE DI QUESTI MISFATTI!

                     Sezione ANPI "Alfredo Grifone" ,  CGIL,  CISL,  UIL, PD, SEL, PRC, USB
  Chieti, 24 gennaio 2014