PD CHIETI

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venerdì 24 gennaio 2014

TARES – IL SINDACO DI PRIMIO NE APPROFITTA PER FAR PAGARE AI CITTADINI UNA MULTA DELL’AMMINISTRAZIONE.

A CARICO DEI CITTADINI I QUASI 4MILIONI DI EURO CHE L’AMMINISTRAZIONE DI PRIMIO DEVE ALLA DECO PER GLI ONERI DI POST CHIUSURA DELLA DISCARICA DI BEN 5 ANNI (2007-2011)

In poche parole: la legge istitutiva della TARES, la crisi mondiale e i tagli ai trasferimenti non ci azzeccano niente. Lo stesso assessore alle Finanze (Melideo), rafforzato dal presiente della Teate Servizi ha dichiarato che l’aumento della TARES è dovuto agli oneri di post chiusura.

La TARES è stata per questa amministrazione una buona opportunità per liberarsi di un debito fuori bilancio che avrebbe dovuto essere affrontare con ben altre procedure. Se i cittadini di Chieti hanno pagato tariffe più alte di quasi il 30% sulla TARES lo si deve solo allo stato confusionale in cui naviga l’amministrazione comunale

La solidarietà del Sindaco ai commercianti suona quindi davvero falsa e per noi cittadini è una ennesima presa in giro. Ricordo anche che la nostra proposta di rateizzazione, nel Consiglio, del 29 novembre scorso è stata rifiutata dalla maggioranza.

Cosa possiamo fare?

Ovviamente invieremo gli atti alla Procura della Corte dei Conti e ci renderemo disponibili con i cittadini e le associazioni di categoria per proporre un ricorso collettivo per il recupero di quella parte di costi inseriti in tariffa e non dovuti.

L’amministrazione comunale nell’aprile del 2013 (22 aprile) viene condannata, a seguito di procedura arbitrale, al pagamento in favore della DECO Spa della somma di euro 3.753.791,12

La quasi totalità della suddetta somma è riferibile agli oneri di post-chiusura della discarica di cui al Decreto Lgs. 36/2003 per un periodo di cinque anni, dal 2007 al 2011.

Un lodo arbitrale una volta omologato e reso esecutivo ha gli stessi effetti di una sentenza emessa da un tribunale ordinario per cui l’Amministrazione comunale, una volta dichiarata soccombente, avrebbe dovuto provvedere al riconoscimento del Debito fuori bilancio (art.194 tuel) e, di conseguenza, avrebbe dovuto provvedere, con i mezzi dettagliatamente indicati nell’ar.193 del tuel, alla copertura del debito stesso

L’amministrazione comunale anziché riconoscere il debito ha ritenuto di dover far pagare, illegittimamente, i suddetti oneri all’intera cittadinanza caricandoli sulla tariffa TARES calcolata per il 2013

A riprova di quanto sostenuto, è sufficiente notare gli importi in aumento nel Bilancio di previsione del 2013, rispetto agli anni immediatamente precedenti, del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani (si veda tabella di Bilancio allegata –Parte Spesa- variazioni in aumento – per euro 3.672.868,82);

Non ci sarebbe nulla di strano se si fossero pagati sulla bolletta TARES gli oneri, di cui al Decreto Lgs. 36/2003, relativi al solo 2013 ma la maggioranza che governa la città ha pensato bene di farci pagare nella bolletta 2013 gli arretrati di cinque anni (2007-2011) che avrebbero dovuti essere soddisfatti con le procedure previste dal tuel per i debiti fuori bilancio;

Che quel Lodo fosse un Debito fuori bilancio da portare in Consiglio per il riconoscimento lo avevano scritto anche i Revisori dei conti nella loro Relazione al previsionale del 2013

Questa genialata del Sindaco Di Primio e dei suoi compagni di cordata è costata ai cittadini di Chieti quasi il 30% in più di quanto avrebbe dovuto pagare in base alle norme istitutive del tributo;

Luigi Febo

Chieti 24 01 2014

giovedì 23 gennaio 2014

La trasmissione VIRUS di Rai 2 domani a Chieti sulla Tares.


Domani venerdì alle ore 21:00 in Piazza Valignani ci sarà un collegamento con la trasmissione di Rai 2 Virus che affronterà il tema della Tares e delle difficoltà legate alla crisi con una delegazione della piccola e media impresa locale. Siete tutti invitati a partecipare per solidarizzare con le grandi difficoltà che vive la categoria.  PD Chieti

lunedì 20 gennaio 2014

Ma la colpa è sempre degli altri?

Il valore di un gruppo dirigente, di un Sindaco, assessore, consigliere comunale di maggioranza, a mio parere, si misura anche e forse sopratutto dal grado di responsabilità che ci si assume dal momento in cui si viene chiamati a ricoprire un certo incarico pubblico. Se questo è vero, al Comune di Chieti siamo allo zero o giù di lì. Se si ha la pazienza di rileggersi le quintalate di comunicati stampa sfornati da Sindaco, assessori e consiglieri comunali di destra dal mese di aprile 2010 sino a domenica scorsa, si capisce che tutto ciò che non va è da addebitare ai cinque anni, sui 67 complessivi, che sono stati governati dal centrosinistra (dal 2005 al 2010). Gli eredi della Dc hanno rimosso i 47 anni dei loro antenati, quelli di destra i loro 15. Questo davvero strano modo di ragionare ricompare adesso sulle vicende della Tares, addebitate dall'assessore al bilancio Roberto Melideo “alla politica romana e non certo all'Ente comunale”. Il che è anche vero. Ma quanto sta succedendo non è figlio di nessuno. Ci sono padri e madri facilmente riconoscibili se solo si avesse l'onestà intellettuale di non abiurarli. Melideo fa giustamente riferimento al debito pubblico che, dal 95% del Pil del 1990, quando premier era Giulio Andreotti, è arrivato a circa il 130% stimato dall'attuale governo Letta, con i suoi 2100 miliardi di € che, in soldoni, ragionando con Trilussa, significano un debito di 35 mila € per abitante, neonati compresi. Ora, tanto per stare ai fatti documentati e che un assessore al bilancio dovrebbe conoscere, il nostro debito pubblico, dal 1995 al 2000 (primo governo Prodi dopo la famosa discesa in campo di Silvio Berlusconi con la vittoria elettorale del 1994) è progressivamente sceso ( dal 120,6 al 109,2% del Pil), è rimasto pressoché stazionario dal 2001 al 2005, 2° governo Berlusconi (dal 108,7 al 105,5%), ridisceso nel 2007 al 103,1% (2° governo Prodi), risalito nel triennio 2008-2010, 3° governo Berlusconi, esploso negli ultimi tre anni, governo 'tecnico' Monti prima e larghe intese dopo con Enrico Letta come dimostra il grafico sottostante, ripreso dal sito on line linkiesta. 


Visualizzazione di debito pubblico.jpg

Quindi,mentre si può tranquillamente condividere un giudizio negativo sulle responsabilità che accomunano destra e sinistra che hanno governato, alternandosi o intendendosi più o meno largamente, per la Tares decisamente no. Perché se siamo arrivarti all'attuale situazione e confusione che stanno mandando in tilt i commercialisti e i Caf, le responsabilità ci sono e sono delle destre che hanno voluto lo scalpo dell'Imu, con Berlusconi prima ed Alfano poi, non facendola pagare anche ai ceti più benestanti che l'avrebbero potuto tranquillamente pagare senza affanni. Forse mi sono distratto ma non mi sembra che Di Primio e Melideo abbiano mai preso le distanze da quest' ennesimo regalo fatto dalle destre ai ceti meno abbienti. Forse, almeno questo è il mio convincimento, nell'incontro tra Renzi e Berlusconi di ieri sarebbe stato utile e necessario affrontare anche questo problema perché le pur necessarie riforme istituzionali, ammesso che andranno in porto, non elimineranno questa ennesima ingiustizia fatta dalle destre contro la parte più debole della popolazione italiana.

Giustino Zulli

Chieti, 20 gennaio 2014




sabato 28 dicembre 2013

Chieti: per Tares impossibile rateizzare

La minoranza al Comune di Chieti l'aveva detto: Tarsu o Tares pari non sono; ma, visto che si è deciso di adottare la seconda, che almeno si consenta ai cittadini di rateizzare i pagamenti. E invece no, dice Luigi Febo, che sottolinea come, nonostante la proposta sia già stata bocciata dal Consiglio Comunale, il sindaco Di Primio continui a promettere una rateizzazione che non può mantenere. Ma una soluzione ci sarebbe: riportare il regolamento in Consiglio Comunale entro fine dicembre. (Fonte: RETE 8)