A dimostrazione del fatto che nonostante gli ettolitri di acqua bevuti a Fiuggi quando, finiani, hanno cercato di epurarsi dal fascismo, chi era fascista dentro tale è rimasto anche dopo le successive capriole per convertirsi al berlusconismo prima e all'alfanismo ora. Come forse si ricorderà, il già dimenticato- da molti suoi ex fanatici seguaci- Gianfranco Fini, il 27 gennaio 1995, a Fiuggi, celebrò il congresso che dette vita ad Alleanza nazionale che fu un tentativo, peraltro non riuscito, di prendere le distanze dalle radici fasciste per cercare di costruire una destra moderna ed europea. Come sono
andate le cose è noto, almeno a chi segue con un certo interesse le vicende politiche italiane: An entrò dalla porta principale nel cosiddetto Popolo della Libertà, la destra ha vinto le elezioni nel 2008, Fini è diventato Presidente della Camera. Successivamente, entrando in rotta di collisione con Silvio Berlusconi, al quale giustamente non voleva fare il maggiordomo, Fini ha fatto le sue scelte, pagandole anche di persona non venendo nemmeno rieletto a quella Camera che pure aveva autorevolmente e con imparzialità presieduto. I tanti giovani che osannavano Fini, come l'attuale Sindaco di Chieti Di Primio con altri camerati tra i quali Mauro Febbo e Fabrizio Di Stefano, sono rimasti con Berlusconi ed ora alcuni di loro si sono diversamente collocati col Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano.
andate le cose è noto, almeno a chi segue con un certo interesse le vicende politiche italiane: An entrò dalla porta principale nel cosiddetto Popolo della Libertà, la destra ha vinto le elezioni nel 2008, Fini è diventato Presidente della Camera. Successivamente, entrando in rotta di collisione con Silvio Berlusconi, al quale giustamente non voleva fare il maggiordomo, Fini ha fatto le sue scelte, pagandole anche di persona non venendo nemmeno rieletto a quella Camera che pure aveva autorevolmente e con imparzialità presieduto. I tanti giovani che osannavano Fini, come l'attuale Sindaco di Chieti Di Primio con altri camerati tra i quali Mauro Febbo e Fabrizio Di Stefano, sono rimasti con Berlusconi ed ora alcuni di loro si sono diversamente collocati col Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano.
Poi, a Chieti, ci sono le seconde e terze file che scalpitano e cercano di cogliere ogni occasione per balzare agli onori della cronaca per avere i cinque minuti di visibilità. Tra questi, mi sembra giusto collocare il consigliere comunale Emiliano Vitale, inesorabile bacchettatore di ogni sia pur minima critica che viene fatta alla giunta di destra da un esponente dell'opposizione di sinistra. Ho voluto fare questo lungo ricordo del percorso individuale di alcuni perché, alla giusta ed a mio avviso sacrosanta osservazione del consigliere comunale del Pd Alessandro Marzoli, a proposito dello spettacolo “Operazione quercia”, che sarà ospitato dal nostro Marrucino, Vitale ha dato risposte che nulla c'azzeccano. Marzoli, le cui opinioni possono essere tranquillamente discusse nel merito, se si ritiene di doverlo fare, ha posto una semplice domanda: come mai si spendono soldi per un certo avvenimento storico mentre per altri, quali “Il giorno della memoria” (fissato da una legge dello Stato, la n. 211 del 20 luglio 2000, per ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico così come apparve alle truppe dell'Armata rossa sovietica quando arrivarono nei campi di concentramento della cittadina polacca di Auschwitz che fu teatro, assieme a Buchenwald, Birkenau Mauthausen e tante altre località, degli orrori della follia nazifascista ), la giunta di Chieti, formata quasi esclusivamente da ex fascisti, la memoria l'ha persa se è vero, come è vero, che è stata dimenticato nel 2013 e, a quanto pare, sarà dimenticato anche nel 2014.
Le destre hanno vinto le elezioni nel 2010 ottenendo oltre il 60% dei consensi. Ma, a Chieti, ci sono anche altri cittadini che meritano rispetto e considerazione anche perché rappresentano pur sempre il 40% circa degli elettori che si riconoscono nei valori della nostra Costituzione e nell'antifascismo che un senatore anche consigliere comunale, come ha ricordato Marzoli, avrebbe voluto buttare nel cestino della carta straccia eliminando la norma transitoria che impedisce la ricostruzione, “sotto qualsiasi forma”, del fascismo? Alle osservazioni di Marzoli, che non ha minimamente messo in discussione il valore di quanto sarà rappresentato, il Vitale ha contrapposto tutta una serie di luoghi comuni che dimostrano, almeno a mio parere, che non ha voluto cogliere l'occasione per una divergenza sul merito ma solo ed esclusivamente per cercare visibilità. Marzoli ha semplicemente riproposto l'eterno problema dei due pesi e due misure e Vitale avrebbe fatto molto bene a replicare a quell'osservazione, senza divagare. Ora io voglio consigliare a Marzoli, che bravo com'è non ne ha certo bisogno, di continuare così, di incalzare senza sosta questa fallimentare giunta su questo e tanti altri temi. In Italia, forse Vitali non se ne è accorto, l'aria sta cambiando e nonostante Chieti, il Pd governa il Paese, è il primo partito e sicuramente vincerà le prossime elezioni amministrative che rimanderanno le destre all'opposizione. Così potremo tornare a celebrare, come meritano, il 27 gennaio, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno ed altre date significative della nostra storia repubblicana ed antifascista. Assieme al 10 febbraio, certo. Perché forse anche questo Vitale ignora, ma nelle foibe sono stati gettati molti corpi di partigiani comunisti, come hanno dimostrato molte ricerche storiche sulle quali, chissà perché, si tace. Ma si sa che, come dice una bellissima canzone di Francesco De Gregorio, “la storia non ha nascondigli, dà torto e dà ragione”.
Perché la storia siamo noi.
Giustino Zulli
Chieti, 09 gennaio 2014
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